Oggi è il 16 ottobre:65 anni fa…

Giovedì, 16 Ottobre 2008

Ebrei del ghetto, Enigma e la ragazza dal casco rosa

Uscendo di casa oggi ho visto una ragazza in motorino che andava a scuola. Aveva un casco rosa ed una svastica in bella vista stampigliata dietro.

Oggi è il 16 ottobre: 65 anni fa Roma viveva una dele giornate più tristi per la storia dei suoi cittadini.
Mi son sempre chiesto come doveva essere quella mattina del 16 ottobre del 1943 a Roma, quando alle 5 e 40 il capitano delle SS Dannecker con i suoi 365 uomini bloccò gli accessi del ghetto, il quartiere ebraico. Contemporaneamente i nazzisti di Kappler, Eichmann, Himmler ed Hitler, gli ideatori della ’soluzione finale’, scesero dai camion targati PKW e verniciati di nero per l’occasione, anche i teloni, e cominciarono a rastrellare gli ebrei casa per casa. La prima volta che da piccolo sentii questa parola associata a queste vicende ne fui scioccato: come rastrellare le foglie morte in giardino.

Qualche giorno prima, il 26 settembre, Kappler chiama il presidente della comunità Foa e gli dice che gli ebrei sono i loro peggior nemici, ma che non gli sarebbe accaduto nulla se avessero consegnato entro 36 ore 50 kg di oro. Tutta la comunità, ma anche cittadini non ebrei, parteciparono alla raccolta, comprando addirittura l’oro delle oreficerie. I nazzisti, non contenti, nei giorni seguenti misero all’opera varie vessazioni, soprusi, rapine, fino al saccheggio della biblioteca ebraica, una delle più importanti d’europa.

I cittadini del ghetto non si aspettavano cosa sarebbe accaduto la mattina del 16 ottobre. Eppure avrebbero potuto saperlo. Gli americani avevano scoperto da poco il codice ENIGMA, il linguaggio sgreto con il quale i tedeschi comunicavano via radio in tutto il mondo. Le forze alleate avevano intercettato un messaggio di Kappler mediante il quale erano a conoscenza di tutta l’operazione del ghetto, quanti militari partecipavano, perfino il numero di matricola dei vagoni che sarebbero partiti dall’Italia. Ma il segreto del codice enigma non poteva essere rivelato. Nelle case degli ebrei entrarono i militari con le armi spianate. Pochissimi se la scamparono, alcuni si uccisero per non soccombere, 1259 ebrei vennero prelevati e stipati in gruppi di 40 nei camion, dividendo le famiglie. Questo il volantino che veniva consegnato:

1) Insieme con la vostra famiglia e con altri ebrei appartenenti alla vostra casa sarete trasferiti;
2) Bisogna portare con se: vivere per almeno 8 giorni, tessere annonarie, carta d’identità e bicchieri;
3) si può portare via una valigetta con effetti e biancheria personali, coperte, ecc. denaro e giolielli;
4) Chiudere a chiave l’appartamento e prendere la chiave con se;
5) Ammalati, anche casi gravissimi, non possono per nessun motivo rimanere indietro. Infermeria si trova nel campo;
6) Venti minuti dopo la presentazione di questo biglietto la famiglia deve essere pronta per la partenza.

I camion non erano sufficenti per un solo viaggio, così il rastrellamento andò avanti tutto il giorno. Nello stesso momento altri 4.000 ebrei erano nascosti o protetti nelle chiese romane, nei conventi e in altre strutture ecclesiastiche, e nell’Europa occupata erano 800.000 gli ebrei sotto la protezione della chiesa. Il 16 settembre la notizia arrivò a Papa Pio XII che espresse condanna e formalizzò il disappunto alle forze tedesche. Ma il messaggio fu ammorbidito, sminuito, forse censurato e non arrivò con la dovuta forza ai vertici militari e ad Hitler.

I rastrellati furono abbandonati nei cortili del Collegio militare della Lungara. Il 18 ottobre 252 cittadini misti furono mandati via, gli altri 1007 furono trasportati alla stazione di Roma Tiburtina e rinchiusi nei carri bestiame piombati. Cinque giorni di viaggio fino a Verona, dove furono scaricati i primi morti. Da Verona l’ultimo viaggio per Birkenau, Auschwitz, Buchenwald. Altre razzie furono compiute nei primi mesi del 1944. In tutto furono deportati 2091 ebrei romani, 1067 uomini, 743 donne, 281 bambini. Dei rastrellati al ghetto si salvarono 15 uomini ed una donna. Tra tutti i deportati romani invece se ne salvarono 101, di cui 73 uomini, 28 donne, nessun bambino. Quando mi capita di passeggiare per il ghetto oggi, non posso non pensarci. Chi glie lo spiegherà a quella ragazza con il casco rosa?

Estratto da Duccio Blog

Oggi è il 16 ottobre:65 anni fa…ultima modifica: 2008-10-16T18:08:00+02:00da admin
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3 pensieri su “Oggi è il 16 ottobre:65 anni fa…

  1. Vedi caro Carlo io non ce l’ho mica con la ragazzina, ma con chi la vede uscire di casa ogni giorno con il casco in mano…!

  2. che sollievo ieri sera nel tornare a casa e controllare il casco rosa
    di mia figlia e verificare che non era lei….complimenti a Carlo per
    per questa lettura utilissima soprattutto a coloro che hanno figli
    come me e che come me ne renderanno partecipi alla lettura.

  3. premesso che la tragica ricorrenza previde anche l’elezione di Woitila, luce per il mondo, che dire dei comuni e dei sindaci che , al di là di ideologie politiche mantengono i nomi di vie dedicate a famosi stragisti( via Lenin)? è vero ciò che pensa Angelo dei genitori, forse ignoranti della tragedia, ma è anche vero che la non conoscenza delle varie stragi nel mondo andrebbe colmata con lo studio dei numerosi genocidi della storia( gli armeni da parte dei turchi, i cambogiani da Pol Pot, i russi da Lenin e Stalin, i tutsi in Africa, i cristiani in India e Vietnam, oltre ovviamente agli ebrei ). buono studio a tutti!

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