Dieci anni fa moriva “The voice”

1179b0b8394786eecda994c1d5584803.jpg Dieci anni fa, il 14 maggio 1998, si spegneva “The Voice”. Gli ultimi anni della vita di Frank Sinatra sono stati un calvario, il suo fisico, provato da anni di una vita intensissima, scandita da ritmi di lavoro infernali, una bottiglia di whisky e due pacchetti di sigarette al giorno , era crollato sotto i colpi di infarti in serie e degenerazioni varie. Non lo si vedeva in giro da anni ma il suo mito era intatto e alla sua morte è stato, giustamente, celebrato come meritano le leggende.

   Nella sua carriera ha venduto 600 milioni di dischi, ha vinto Oscar e Grammy, ha cantato alla Casa Bianca, con le orchestre di Ellington e Basie, ha fatto dischi con Ella Fitzgerald e Bono degli U2, è passato attraverso la fame, la Guerra e le rivoluzioni del rock. E’ stato semplicemente il più bravo di tutti: non c’é complimento migliore per un cantante di essere riconosciuto da tutti, colleghi per primi, come “la voce”. Oggi Sinatra è uno dei grandi miti a stelle e strisce: la sua è la vicenda di un talento sublime arricchita da quel groviglio di storie spesso in contrasto tra loro che sono le pagine del Romanzo Americano: se si parla di “Old blue eyes” non si può evitare di ricordare le sue amicizie mafiose, il suo passaggio dall’appoggio a John Kennedy (fu lui a presentare al presidente Marilyn Monroe) alle simpatie Repubblicane della maturità, favorite dall’amicizia con Ronald Reagan e dall’intimità con l’ex first lady Nancy.

   Né il glamour che lo circondava per i suoi legami con donne stupende, Ava Gardner in testa, le quattro mogli, la leggenda del Rat Pack, il giro di amici formato con Sammy Davis jr., Dean Martin e Peter Lawford da poco omaggiato dalla serie di remake di Ocean’s Eleven. Quando ha vinto il Grammy per il suo album di duetti degli anni ’90, a fare il discorso di introduzione c’era Bono. Sembra incredibile che quando nacque il rock’n’roll Sinatra lo abbia bollato come una “moda degenerata e passeggera” e che, nella stagione di Woodstock, venisse considerato un ferro vecchio. Basta pensare che “My Way” l’hanno incisa Sid Vicious e I Ramones.

 La verità è che Frank Sinatra ha stabilito un paradigma interpretativo: nessuno cantante è riuscito a interpretare  meglio di lui il grande repertorio degli standard in chiave swing con la big band e gli arrangiamenti di stampo jazz. Solo Tony Bennett, che The Voice definiva “il più bravo”, è in grado di reggere il confronto. Ma non ha mai avuto il suo carisma. E Nat King Cole o Bobby Darin sono morti troppo presto. A parte lo straordinario talento e la tecnica inimitabile (soprattutto per la chiarezza della dizione), Sinatra ha sempre avuto un allure pop che lo ha fatto amare da ogni genere di pubblico per più di mezzo secolo. Quando era giovane lo chiamavano “Swoonatra”, da to swoon, svenire, perché le adolescenti svenivano ai suoi concerti. E’ stato lui il primo idolo giovanile della musica. E oggi la storia gli sta dando ragione perché la formula che è stata il segreto del suo successo è tornata attuale.

 

Dieci anni fa moriva “The voice”ultima modifica: 2008-05-13T02:06:22+02:00da sdylla1
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