Ancora una brutta domenica.

Ad appena cinque mesi di distanza un altro giovane ragazzo perde la vita mentre si reca a vedere giocare la propria squadra del cuore. I visitatori abituali di questo blog sono quasi tutti padri ed in questo momento penso, che come me, si sentono vicini a quei poveri genitori che stamattina hanno salutato il loro figlio e stasera non l’hanno rivisto rientrare.

Nel momento in cui sto scrivendo queste poche righe non si sa quali siano stati i motivi e le cause di questa nuova assurda morte, ma  una cosa è sicuramente certa: non si può e non si deve più morire mentre si va a vedere una partita di calcio che rimane, nonostante tutto, lo sport più bello del mondo. A tal proposito, senza falsa retorica, per rispetto di Matteo non mi sento di scrivere la mia consueta barzelletta e aggiorno questo mio editoriale a domani sera.

Buona notte!

Angelo.

Ancora una brutta domenica.ultima modifica: 2008-03-31T00:50:00+02:00da sdylla1
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Un pensiero su “Ancora una brutta domenica.

  1. Che dire, è drammatico quanto è successo; mi chiedo se sia giusto continuare a chiamare questa gente: “tifosi” forse si dovrebbe cominciare a chiamarli in altro modo;è anche diffcile trovare soluzioni a livello legislativo, credo che il problema sia di cultura sportiva che purtroppo in Italia non c’è, come probabilmente non c’é più il rispetto dei valori, oggi nessuno ne parla più e i ragazzi crescono con il miraggio di traguardi irranggiungibili. Credo che la maggior parte dei genitori facciano il loro dovere educativo, però da una certa età in poi, quando i figli cominciano ad essere indipendenti e a vivere la loro vita, entrano in un mondo dove non ritrovano più quanto faticosamente la famiglia ha cercato loro di insegnare… la scuola non è più un luogo di insegnamento, basta sentire quello che succede con certi professori, i media diffondono falsi valori, il calcio più parlato è quello della moviola , bisogna fermarsi a riflettere tutti e ognuno nel suo piccolo cominciare a fare una piccola “rivoluzione” dei valori…ce la faremo o è troppo tardi? Io sono ottimista.

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